Le
responsabilità del blogger
I blog sono
a tutti gli effetti organi di informazione, ma quanti blogger hanno piena
coscienza di ciò che fanno?
Esattamente un anno fa questo blog aderiva al
primo sciopero informatico della storia. Chi ha seguito la vicenda,
ricorderà che la mia scelta fu abbastanza combattuta. Questo perché, nonostante
non condividessi l’entrata in vigore della legge contro cui si andava a
protestare, mi rendevo perfettamente conto che la troppa libertà diventa spesso
libertinismo in mano alle persone sbagliate.
Non è un caso che torni su questo argomento
proprio oggi. A distanza di un anno da quello storico sciopero, posso affermare
che le motivazioni che mi hanno spinto ad aderirvi sono ancora valide; dall’altro
lato però i dubbi si sono rafforzati. Parecchio anche. E girando un po’ sulla
rete, tra i blog che, come questo, alla fine fanno informazione, potreste
capire perché. Tanti, troppi di questi blog sono gestiti da gente che, pur
riempiendosi tanto la bocca col termine “libertà”, evidentemente non conosce il
significato profondo di quella importante parola. Anzi, non lo conosce affatto.
Questi miei “colleghi” si sentono autorizzati a scrivere ciò che vogliono senza
pensare alle conseguenze, senza pensare se le parole scritte con tanta veemenza
sulla tastiera possano essere diffamanti, senza pensare se ciò che stanno
cercando di vendere come verità assoluta sia davvero specchio fedele della
realtà. Ed è proprio quest’ultimo l’aspetto più grave: opinioni personali sono
spacciate per verità e quel che mi preoccupa maggiormente è che la gente le
accetta come dogmi. Sembra quasi che si sia perso lo spirito critico, non ci si
chiede che attendibilità hanno certe informazioni o quale sia la reale serietà
della persona che scrive. Serietà che per me è pari a 0 se si fa passare un
proprio pensiero come fatto reale. Dal canto mio non antepongo certo frasi come
“secondo la mia personale opinione” per riempire le righe, ma perché il Lettore
sia cosciente che è una mia visione e che tale deve restare, può essere
condivisa o rifiutata, è giusto così. Le affermazioni devono essere sempre e
necessariamente supportate da ricerche e raccolta di documentazioni effettuate
prima della stesura dell’articolo, altrimenti restano aria fritta.
Altro punto dolente sono i commenti che certi
buzzurri postano a cuor leggero su blog anche molto belli. Offese degne di una
bettola si susseguono tra i vari commentanti per motivi che non accenderebbero
il fuoco dell’ira nemmeno tra 2 infanti. Ma quel che lascia ancora più
perplessi è che gli amministratori non si degnano né di cancellare commenti
contenenti offese basse e gratuite (tra gente che con tutta probabilità nemmeno si
conosce), né quantomeno di intervenire direttamente per moderare i toni.
Gli interventi “bavaglio” con cui si pensa di
risolvere questi problemi non sono la soluzione perché non è giusto sopprimere
anche chi le proprie responsabilità se le prende. Ma moderare questo clima di
anarchia regolamentando il tutto con lo spirito del rispetto verso l’altrui
persona è allo stato attuale senza dubbio necessario.